PONTIFICIA UNIVERSITÀ ANTONIANUM

Facoltà di Filosofia

 

Metodologie dell’immagine

Video e fotografica

nella relazione di aiuto e nelle arti terapie

 Seminario

 

Direttore prof. Oliviero Rossi

 

in collaborazione con

l’Associazione Europea per le Arti Terapie

e l’Istituto Gestalt Firenze, Sede di Roma

 

 Da sempre, fin dalla nascita del mezzo fotografico prima, del cinema poi, lo scambio tra psicologia e mondo delle immagini è stato sostanziale. Se in un primo momento è stata più l’immagine ad attingere dal panorama psicologico, negli ultimi anni l’unidirezionalità dello scambio ha lasciato il posto ad una reciprocità che ha visto l’utilizzo dell’immagine entrare a pieno titolo tra le modalità della relazione d’aiuto.

Il lavoro con le immagini porta, nella relazione d’aiuto a mediazione artistica, la possibilità di utilizzare un’interfaccia che offre vari livelli di intervento: sul copione di vita, sulla dinamica della condotta, sullo sviluppo dell’empatia e lo sviluppo delle sinergie e della collaborazione nei gruppi; è inoltre un valido strumento per l’acquisizione delle competenze di auto-osservazione e monitoraggio di sé. È possibile utilizzare questo approccio come tecnologia narrativa di conoscenza di sé in quanto, attraverso il processo di produzione ed uso del prodotto (audiovisivo o fotografico) e di confronto con esso, si entra nel vivo della re-visione dei propri modelli cognitivi, emotivi, relazionali e posturali. Il linguaggio, visivo e narrativo, è inteso come un insieme di codici, procedure e operazioni, indipendenti dal medium nel quale si possono realizzare, ma la cui presenza nel processo creativo della relazione d’aiuto ci permette di riconoscere quest’ultimo come un racconto. Lo spazio in cui si realizza e ci si confronta con l’immagine acquista senso, si drammatizza, diventa parte integrante e costitutiva della narrazione di se stesso; le inquadrature realizzate durante le riprese o durante lo scatto di una fotografia si ricostruiscono in tempi narrativi e in unità di senso. Il significato emerge grazie alle risorse personali che in questa operazione di costruzione/ricostruzione narrativa vengono messe in campo, suggerendo all’individuo o al gruppo nuove prospettive degli avvenimenti rappresentati.

Attraverso il gioco della produzione e del confronto con le immagini è possibile avere una distanza che ci consente di “vedere” i luoghi del possibile, in cui si re-inventano il passato e il futuro in un nuovo spazio presente. Luoghi in cui si dispiega una “revisione della propria vita”, si immaginano e si sperimentano alternative possibili.

L’immaginario visivo suggerisce, allora, possibili percezioni della realtà che diano vita a diverse modalità di gestione del proprio essere nel mondo.

L’arteterapia, mediata dal lavoro con le immagini video e fotografiche, offre la possibilità di lavorare nel qui ed ora con la rappresentazione del presente. Nel momento in cui l’attimo diventa rappresentazione, grazie all’immagine filmata o scattata, non ha più a che fare con il divenire temporale, diventa come un sogno o come un ricordo. L’ “immagine” raggiunge la rappresentazione del soggetto permettendo al suo Io in divenire di giocare con la polarità del Me immagine costantemente presente.

 

 

INFORMAZIONI SU:

http://www.antonianum.ofm.org;

http://www.teatrovideoterapia.it;

http://www.artiterapie.net;

http://www.in-psicoterapia.com;

http://www.fotovideoterapia.org

 

Per ulteriori informazioni: prof. O. Rossi - tel. 06.3725626 - email: oliviero.rossi@iol.it

 

Per l’iscrizione: Segreteria Antonianum - tel. 0670373502 - fax. 0670373604 - email: antonianumsegr@ofm.org